Thursday, November 10, 2011

Devout moments in the Will



Introduction to the Devout Life
Part II, Chapters 1 – 11
English-speaking group: 
John Baptist Barnabas, Lijo Vadakkan, Amaladoss Sanjone

In this second part, St.Francis de Sales speaks of the constant rising of our hearts and minds to God through various prayers. Prayer is a powerful means to be in union with God, which leads to attain spiritual perfection.  Morning Prayer, Meditation, Ejaculated prayers, Holy Thoughts, Good aspirations, Evening Prayer and Examination of Conscience are all various forms of prayers that help men and women to reach this spiritual perfection.

When explaining about the short method of Meditation, the saint puts forward the analogy of a bird which finds the air wherever it flies: So also wherever we go or wherever we are we find God’s Presence. When meditating, we must invoke the help of guardian angels and saints. They will inspire and help us to make the meditation meaningfully and gracefully. Contextualization is very helpful for meditation: such as to meditate on our Lord on the Cross, imagine that we are on Mount Calvary and that there we see and hear all that was done or said on the day of His passion. When we do this, surely he will stimulate our mind to be in union with Him.

Meditation produces devout movements in the will, the affective part of our soul, such as love of God and neighbor, desire for heaven and glory, zeal for the salvation of souls, imitation of the life of our Lord, compassion, joy, fear of God’s displeasure, judgment, and hell, hatred of sin, confidence in God’s goodness and mercy, and deep sorrow for the sins of our past life.

After the Meditation, naturally our soul is aroused to do something good to ourselves and neighbors. Meditation always leads us to action. It does not remain in itself. Therefore, we must gather a little devotional bouquet. People who have been walking about in a beautiful garden do not like to leave without gathering in their hands some flowers to smell and keep for the rest of the day. In the same way, when our soul has carefully considered by meditation a certain mystery  we should select one, two, or three points that we liked best. We must continuously remind ourselves of these resolutions and try observing them throughout the day.

After the Meditation, we must remember the resolutions and decisions we have made and carefully put them into effect on that very day. This is the great fruit of meditation and without it, meditation is often not only useless but even harmful. Virtues meditated on but not practiced sometimes inflate our minds.


Saint Francis de Sales says that dryness in meditation is very normal but we should not give up. We must cling on to Him with patience, diligence and perseverance. There is a victory, so we should not be discouraged with the dryness experienced in meditation. Finally, he speaks about the importance of the Morning Prayer, Evening Prayer and Examination of Conscience. By the Morning Prayer we open the windows of our souls to the Sun of Justice and by the Evening exercise we close them against the shadows of hell.      

Report by John Baptist Barnabas
Photography: "Bees at work", by Joe Boenzi

Monday, November 7, 2011

Immagini nell’insegnamento sulla preghiera nella Filotea



FILOTEA  - II parte - Capitoli da I a XI
Quello messo in corsivo sono le IMMAGINI; il resto ciò che mi ha colpito. Tra parentesi tonde vi sono le pagine. La nostra edizione: S. Francesco di Sales, Filotea. Introduzione alla vita devota, a cura di Ruggero Balboni, 15ª ed. (Milano: Paoline, 2010).

Capitolo I - NECESSITÀ DELL’ORAZIONE

[L’orazione] è un’acqua di benedizione che fa rinverdire e rifiorire le piante dei nostri buoni desideri, monda le anime dalle imperfezioni e attenua nei cuori l’ardore delle passioni (71).
Un solo Padre nostro, detto con sentimento, vale più di molti recitati in fretta e di corsa (73).



Capitolo II - BREVE METODO DI MEDITAZIONE e, in primo luogo, LA PRESENZA DI DIO. PRIMO PUNTO DELLA PREPARAZIONE

Noi siamo così, Filotea: pur sapendo che Dio è presente, non lo vediamo; è la fede che ci ricorda la sua presenza. Non vedendolo materialmente con gli occhi ce ne dimentichiamo molto spesso e ci comportiamo come se Dio fosse molto lontano (75).

Capitolo III - SECONDO PUNTO DELLA PREPARAZIONE: L’INVOCAZIONE
Se ti sembra opportuno, puoi anche servirti di qualche Parola concisa e piena di ardore come le seguenti di Davide: Non respingermi dalla tua presenza, o Dio, e non privarmi della grazia del tuo santo Spirito. Risplenda il tuo volto sulla tua serva. Voglio ammirare le tue meraviglie. Dammi intelletto e capirò la tua Legge e la osserverò con tutto il cuore. Sono la tua serva, dammi lo Spirito; e altre simili (77).

Capitolo IV - TERZO PUNTO DELLA PREPARAZIONE: LA PRESENTAZIONE DEL MISTERO

Per esempio, se vuoi meditare su Nostro Signore in croce, devi immaginare di trovarti sul monte Calvario e rivedere tutto ciò che avvenne e si disse nel giorno della Passione; o se preferisci, ed è la stessa cosa, immaginarti che la crocifissione di Nostro Signore avvenga proprio nel luogo in cui ti trovi, seguendo il racconto degli Evangelisti (78).

Capitolo V - SECONDA PARTE DELLA MEDITAZIONE: LE CONSIDERAZIONI

Se il tuo spirito ci si trova a suo agio, si sente illuminato e ricava frutto da una delle riflessioni, fermati e non andare oltre; proprio come le api che non lasciano il fiore fintanto che vi trovano miele (80).

Capitolo VI - TERZA PARTE DELLA MEDITAZIONE: AFFETTI E PROPOSITI

Tuttavia, cara Filotea, non soffermarti troppo sugli affetti generali, ma mutali subito in propositi specifici e dettagliati per correggerti e liberarti dai difetti. Per esempio, la prima Parola che Nostro Signore disse sulla Croce, farà sorgere senz’altro nella tua anima un affetto che ti spingerà all’imitazione, ossia il desiderio di perdonare ed amare i tuoi nemici. Io ti dico che questo è poco se non ci aggiungi un proposito così formulato: Coraggio, allora, d’ora in poi non mi offenderò più di certe parole cattive del tal vicino o della tal vicina, [...]; e nemmeno di quelle ingiurie sprezzanti che mi sono state rivolte da quell’altro. Al contrario farò questa o quella cosa gentile per conquistarlo, e così per gli altri (80-81).

Capitolo VII - LA CONCLUSIONE E IL MAZZETTO SPIRITUALE

[...] chi passeggia in un bel giardino non ne esce volentieri senza cogliere qualche fiore da odorare e conservare: similmente il nostro spirito, dopo che si è immerso in un mistero con la meditazione, deve scegliere uno o due, o anche tre punti, che lo hanno colpito favorevolmente, e che sono più adatti al proprio progresso spirituale, per conservarli per il resto della giornata ed ogni tanto aspirarne il profumo (82).


Capitolo VIII - CONSIGLI MOLTO UTILI SULLA MEDITAZIONE

Devi abituarti a passare dall’orazione a qualsiasi attività e occupazione che comporta la tua professione, anche quando può sembrare molto distante dagli affetti avuti nell’orazione (83).

Capitolo IX - LE ARIDITÀ CHE CI AFFLIGGONO NELLE MEDITAZIONI
[...], per quanto grande sia la tua aridità, non avvilirti, ma rimani con devoto contegno davanti a Dio (85).

Capitolo X - ESERCIZIO DEL MATTINO

Tu sai bene che il giorno presente ti è concesso perché tu possa acquistare quello futuro nell’eternità; a questo fine farai un fermo proposito di spendere bene la giornata (86).

Capitolo XI - L’ESERCIZIO DELLA SERA E L’ESAME DI COSCIENZA
Francesco dice che è importante l’esame di coscienza e « non deve mai essere tralasciato» (cf., 88-89).

Sintesi del sig. Virgilio Radici
Foto di don Joe Boenzi: «A walk in Longwood Gardens Wilmington»

Sunday, November 6, 2011

Per seguire la strada, si inizia con la purificazione



SINTESIS DELLA CONDIVISIONE DEL GRUPPO 
FILOTEA - I parte - Capitoli da IX a XXIV

Il nostro gruppo è composto da: Gabor Hartai, Virgilio Radici, Choi Jin Won (Marco) e César Oberto. Ecco di seguito le nostre impressioni.

Nei capitoli che vanno dal IX fino al XX IV possiamo riconoscere che siamo stati creati per uno scopo e, la nostra vita dovrebbe essere lo sviluppo di questo scopo. Francesco di Sales ci dà le opzioni che dobbiamo scegliere, descrivendo alcuni aspetti della vita devota, allo stesso tempo dare un senso alla vita. Le dieci Meditazioni presentate dal Capitolo 9 al capitolo 18 fanno riflettere coloro che leggono, sul modo giusto di vivere, su quali sono le conseguenze delle nostre azioni quando sono all'interno o all'esterno dell’ordine prestabilito, o dentro o fuori della strada giusta. Per seguire questa strada Francesco propone di cominciare con una serie di purificazioni che ci fanno lasciare ciò che distrae dalla strada dell’amore verso Dio, e dà alcune strategie per farlo, come la confessione generale di quelle cose grosse, ma anche nello  stare attenti ai pecatti veniali e liberarsi dalle inutili inclinazioni. È interessante notare che Francesco parla con grande semplicità e ci fa guardare con immagini della vita quotidiana quello che spiega in questo itinerario.

Anche nel nostro ministero che facciamo nelle scuole e nella formazione, possiamo usare questo percorso nelle meditazioni presentate come momenti di preghiera e di riflessione nel corso come “buona notte” od anche in un periodo di esercizi spirituali.

Sintesi di César
Foto di Joe Boenzi: "Swartswood Road in June"


Thursday, November 3, 2011

Spiritual journeys in very different times than our own



Introduction to the Devout Life
Part 1, chapters 9 to 24
English-speaking group
Amaladoss Sanjone, Lijo Vadakkan, John Baptist Barnabas

At the very outset all of us agreed that there was a sudden shift in his style of writing. It was quite different from the first eight chapters.  Even the language used in the first few chapters of this section was observed to be rather unsuitable for our times as there was too much stress placed on certain realities like death, hell, punishment, purgatory etc. But then talking with the professor we came to the conclusion that such a language and style of writing had to be studied basing ourselves on the particular situation in which it was written where death was an immediate and imminent reality.

So we also said that these teachings could not be applied directly as it is and had to be modified and applied to suit our times.  We have to adapt to our situation. We have to take into consideration the spirit behind these writings, the importance given to the gift of life, the joy in experiencing the goodness of the Lord etc. These chapters also insist in us the necessity to purge away from evil inclinations.

Another aspect of his writing is the didactic style that he uses in his writings.  He puts two things in confrontation: the beauty of virtue and the ugliness of sin. “See how God has been good to you and see how you have responded to this goodness of the Lord”. This is a constant tension in his writings and we could also see the influence of this teaching in the life of Don Bosco and his educational pedagogy.

He also speaks about purifying oneself from venial sins. He says that any affection or attachments to evil inclinations can slowly damage and destroy the soul. He gives the example of a spider that cannot kill the honey bee but can spoil the honey. So too the influence of evil inclinations and venial sins in the life of people who aspire towards perfection.

In the penultimate chapter he gives a very actual message for the human soul. He says “when the human heart is encumbered with useless and superfluous and dangerous clinging it becomes incapacitated to earn after God which is the true devotion.  He gives the example of children running after butterflies and no one blames them for it; but when it is done by adults, it is ridiculous. This is a very actual message for the post-modern man of today.

Report by Amaladoss Sanjone
Photo by Joe Boenzi: Statue of St Francis at Salesianum, Wilmington (Delaware)

Tuesday, November 1, 2011

Instilling a taste for real love



Introduction to the Devout Life
Part 1, chapters 9 to 24

A report of the second group discussion involving
 Fr. John Christy, Fr. Lourdusamy Arokiadoss and Fr. Mackley Gomes

1. What strikes me in these chapters?

Through his prescribed exercises in the form of picturesque meditations, St Francis De Sales in his Bestseller Filotea gently guides a soul to make a free fundamental option to break away from apparent but false good to the real and true good
- A resolute breakaway from Mortal Sin.
- A continuous struggle with Venial sin
- A detachment from worldly distractions
- A conviction to remain alert and maintain a spirit of temperance through mortifications.

2. What significance do these chapters have in the following sectors?

 In formation?  And with the younger confreres?
- Cultivating a non-judgmental and non-confrontational attitude in the formator toward those in formation.
- Developing the method of loving kindness and not of instilling fear
- Introducing  the lovely meditation techniques
- Building convictions based on love and freedom as opposed to cultivating compulsive habits motivated by fear and conformism.
- Instilling in those being formed a taste of real love and a gradual repugnance and distaste for sin.
- Gently leading them to make a general confession, and Persevere in  their quest -- in striving towards perfection

In school?
- Imbibing the skill of narrating Lively imaginative stories which motivate the young students  to act out of conviction rather than conformism
- Give them a taste for a True Love and Spiritual Life
With people in the parish community?
- Learn to Inspire the faithful
- Never Judge and condemn, but understand and encourage
- Gently prepare the faithful for reception of the sacraments
- Help the faithful realize that it’s a lifelong process and offer to be a companion along life’s Journey
- Encourage people to take resolutions and keep them through self motivated and true love motives sacrifices and mortifications.

Report by Mackley
Photos by

Friday, October 28, 2011

Un percorso che porta alla conversione

Filotea Prima Parte, Cap. 9-24
Gruppo in lingua italiana: 
Emmanuel Camilleri e Joachim Tshibangu Tshibanda

Il Santo di Savoia propone un itinerario che dventa uno strumento di accompagnamento verso una vita devota autentica. Tutto questo percorso e’ un che porta alla conversione. Usando dieci meditazioni, egli esorta l’anima di ezercitarsi e prepararsi ad una confessione generale. Il punto di partenza e’ il riconoscimento che l’anima non esistiva un anno prima. Ma Dio l’ha fatta fiorire non perche’ avesse bisogno di lei, ma perche’ mosso dalla sua bonta’. L’essere dato alla Philothea e’ precisamente eterno e che l’ha riporta a Dio per essere unita eternamente con lui.


Filotea e’ poi invitata a riconscere i suoi peccati. Francesco sembra di insistere su questo perché e’ un buon inizio: quando l’anima riconsce che e’ debole e che e’ incline al peccato, essa puo cominciare la via della santificazione propria. In questo modo la Filotea puo’ arrivare al punto decisivo di detestare la sua vita passata, non la propria vita, ma le cose e gli oltraggi che essa ha fatto. Questo riconscimento la porta a riconoscere un altro fatto imporante: essa e’ bsigonosa dell’amore e della misericordia di Dio. Essa allora puo dire: “O Signore, quanto è ricco di misericordia e grande in bontà il tuo cuore! Anima mia, canta in eterno le innumerevoli grazie di cui ti ha colmata.” In paragone, Filotea e’ portata a scoprire che l’amore di Dio e’ piu’ grande dei suoi peccati.

L’itinerario offerto dal Santo procede a portare la Filotea a contemplare la morte. Molte volte questo fatto e’ trasandato. Invece, Filotea ne deve pensare. Nessuno sa il momento in cui avverra’ questo fatto. Allora Philothea dev’essere pronta e preparata. Comunque, la morte del copro non e’ la fine. Quello che segue e’ piu’ importante. Ricollocando con il Vangelo di Matteo, il Santo chiede a Filotea di pensare su quale lato essa sara’ dopo la morte, la destra o la sinistra? La rispsta dipende dal tipo di vita essa vive. Quello che viviamo oggi, serve per quel momento eterno. La scelta e’ nelle mani di Filotea.

Alla fine non conta il piacere del quale si fa esperienza in questo mondo; esso e’ mondano e passa subito. Si deve pensare alla felicita’ eterna che non passa mai. Questa felicita’ si deve assaporare in questo mondo tramite la vita che una vive. Ecco perche’ e’ importante una vita devota che porta alla felicita’ eterna. Alla fine ci saranno de strade offerte per noi: l’eternita’ con il Padre o l’eternita’ con il padre della menzogna. Il Paradiso e’ la meta di Filotea perche’ essa e’ stata concepita e creata la’; il suo origine e all’origine dev’essere attratta. Si devono, allora, rifiutare le attrazioni del divaolo. Egli appare con potenza, su un trono, arrogante e superbo. Cosi’ sono anche quelli che lo adorano. Dall’altra parte c’e’ il Singore Gesu’ che non siede su un trono ma e’ crocifisso. Egli chiama a se’ quelli che sono dall’altra parte, cerca di attirarli con il suo amore per loro. L’anima deve convertire a Gesu’: “Mi converto a te, dolce Gesù, Re della felicità e della gloria che non muore; ti abbraccio con tutte le forze della mia anima, ti adoro con tutto il cuore, ti scelgo, ora e per sempre, a mio Re, e ti prometto fedeltà senza pentimenti; prometto obbedienza alle tue sante leggi, voglio ascoltare i tuoi consigli.” In fine, quello che Filotea fa’ e’ un atto di umilta’. Questa umilta’ e’ un aspetto essenziale per essere in grado di entrare nella vera e autentica vita devota.

Ma Filotea dev’essere sempre in guardia. Non e’ sufficiente ammettere i propri peccati mortali; anche quelli veniali si devono confessare. Nell’anima, piu’ che scoprire i peccati veniali, essa scoprira’ gli affetti verso tali peccati. E’ difficle essere liberati dai peccati veniali, ma l’anima ha la capacita’ di non avere affetto verso tali peccati. Se guardiamo questi peccati come un niente, c’e’ il pericolo di non fare caso all’offesa che essi portano verso Dio: “Il peccato veniale, per piccolo che sia, dispiace a Dio, anche se non in misura da volere, per questo, dannarci o perderci. Se il peccato veniale gli dispiace, la volontà e l’affetto ad esso, sono un chiaro proposito di voler dispiacere alla Maestà divina. E com’è possibile che un’anima per bene, non soltanto voglia dispiacere a Dio, ma sia attaccata al desiderio di dispiacergli?” Questi affetti sono direttamente contrari alla vita devota. Se rimangano nell’anima, i peccati veniali : “non le recano un danno molto grave; ma se quei peccati rimangono nell’anima a causa dell’affetto che c’è in noi per essi, questi le fanno perdere senz’altro il pregio [della] santa devozione.”
Francesco de Sales passa poi ad avvertire sulle cose inutili e pericolose. Lui si riferisce ai “giochi, i balli, i banchetti, le feste, gli spettacoli” che non sono in se’ cattive ma indifferenti nel senso che essi possono essere vissuti bene o male. Ma possono diventare pericolosi e piu’ pericoloso sarebbe l’attaccarsi ad essi. Non c’e’ niente di male se uno balla, gioca ecc. Ma non si deve attacarsi ad essi come se fossino cosi’ importanti che uno non puo’ starci senza. Il cuore ha bisogno di un spazio per i buoni sentimenti; l’affetto per queste cose vuote, puo occuparsi questo spazio prezioso. In fine, la Filotea deve sforzarsi di liberare se stessa dalle cattive inclinazioni. Queste, anche se non sono ne’ peccati mortali, ne veniali, sono imperfezioni che creano difetti e mancanze che non augurano bene nel proseguire in una vita devota. Percio’ e’ importante il temperamento per essere capace di controllarle.

Questa parte della Filotea puo’ essere utilizzata nell’accompagnamento personale; e’ l’ideale. D'altronde, questa era l’intenzione dello scrittore Santo. Su un livello di gruppo puo’ anche servire, comunque. Si puo’ usare come un esame di coscienza nei tempi liturgici forti, in modo particolare durante la Quaresima. Sarebbe ideale anche nell’amibito della formazione in noviziato, dando cosi’ degli strumenti ai novizi di esaminare se stessi e fare un vero discernimento. Negli ambienti giovanili si può adattare alcune parti di questo itinerario per aiutare i giovani a prepararsi bene per l’Eucaristia. Si potrebbe usare nelle nostre scuole e ambienti oratoriani per i ritiri mensili tenendo sempre in mente di adattarle ai tempi d’oggi. I giovani potrebbero avere anche dei dubbi sulla vita che loro conducano, specialmente nell’ambito del divertimento. Come accompagnatori, li possiamo aiutare a capire che non c’e’ niente di male a partecipare nei divertimenti, basta che uno mantiene la sua dignita’ di figlio e di figlia di Dio. Aiutarli a capire le gli affetti verso le cose del mondo, non hanno una vita lunga e che si deve cercare quelli che durano di piu’. Non dobbiamo giudicare i loro ambienti dove loro vanno a divertirsi, altrimenti li allontaniamo da noi e dai nostri ambiente. Cercando, allora, di creare un dialogo che li aiuta a scoprire il vero senso della vita.

∞ Many
Fotografia di Wilfried Wambeke

Thursday, October 27, 2011

Immagini adatti



La Filotea di San Francesco di Sales 
Parte Prima, capitoli IX-XXIV
GRUPPO POLACCO 24/10/2011
Tomasz Hawrylewicz, Tomasz Grzegorz Lukaszuk, Jan Marciniak

I capitoli IX-XXIV sono ben diversi da quelli precedenti. Come prima si vedeva i consigli per cominciare e entrare nella vita devota, adesso s.Francesco propone un cammino molto concreto. Attraverso le meditazioni invita prima a mettersi alla presenza di Dio e poi meditare le realtà escatologiche. Francesco riesce descrivere queste realtà con tanta dinamicità mettendo davanti gli occhi dell'anima bruttezza del peccato, dolore dell'inferno, felicità del cielo, terrore del giudizio finale e l'importanza della scelta di Dio e della confessione generale.

Ci colpisce il modo di mettersi davanti a Dio di fronte a tutto questo che Lui ha creato. San Francesco ci dice che senza la comprensione della maestà di Dio dobbiamo vergognarsi e umiliarsi (cap. IX). Francesco attraverso diversi immagini riesce spiegare e incoraggiare come liberarsi da ogni peccato, anche questo più piccolo. Francesco presenta la realtà come è e lascia una scelta all’anima.

Questi capitoli si può usare per presentare meglio il collegamento tra la realtà presente quale viviamo e la realtà escatologica alla quale arriveremo. È importante usare questi capitoli in diversi modi, cominciando con stare davanti alla presenza di Dio. Gli immagini usati da san Francesco di Sales si può adattare per ogni gruppo, sia nella formazione, nella scuola, nelle comunità parrocchiali e per i confratelli giovani. Nella scuola si può usare gli immagini proposti da san Francesco nelle diverse presentazioni: PowerPoint, il teatro, la musica. Nella formazione si può proporre una meditazione cosi come scriveva san Francesco, prima facendo introduzione con una conferenza. Per i giovani confratelli e le comunità parrocchiali pensiamo che non si può delineare soltanto la bruttezza del peccato e paura di diavolo. Per i gruppi parrocchiali che sono vari, si può prendere la Fiotea come programma pastorale, cosi che i gruppi si integreranno.

Relatore: Tomasz Hawrylewicz
Foto di Joe Boenzi: Quadro di Francesco di Sales nella comunità di S. Teresa a Ljubljana