Wednesday, November 14, 2007

Grace or distance?

NTRODUCTION TO THE DEVOUT LIFE
PART I, CHAPTERS 9-24

English-Speaking Group 1

LOURDUSAMY John Rozario
BORRES Orlando
PALEETHOTTATHIL KURIAN John

A. The pattern is same for all the meditations..
The righ disposition of the person is very important...
It is a journey between God and me in various levels and degrees...
The journey starts even before creation and goes beyond death....

B The last things are: Death,Judgement, Heaven and Hell..
Paradise like a new Jerusalem...
The immage of the hell as a doomed city...
Ascending to a devout life step by step..

C Understanding of the Hell and description about the hell...

D Any ordinary person can practice this meditation, with very little assistance..
Heaven is a state of grace filled life and the hell is the state where one is thrown away from the glory of God.

Friday, November 9, 2007

Devotion: Finding the Right Fit

Introduction to the Devout Life
part 1, chapters 1 -4.
English-speaking Group 2
Caesar DIZON (Filippine), Showrilu CHINNABATHUNI (India), Joseph MINJA (Tanzania)


A). what has struck us in terms of content?
- emphasis on devotion life
- images used [of persons such as- Arelius, Saul, Joshua, Caleb, David, Michal, Jacob Abraham, Isaac, David, Job, Tobias, Sarah, Rebecca, Judith; expressions – charity, love, countries; Israel, promised land

Most striking were the following: (a) That your devotion must fit your vocation; (b) that devotion helps you fulfill your duties better; (c) That it is necessary to have a spiritual guide; (d) that we should not be discouraged by our imperfections; (e) that it is not enough to be purified from sin but also from the attachment to sin.

B). what images have stayed with me, and what do they say to me?
- When I read the advice that one’s devotion should be consistent with one’s vocation, I was reminded of Don Bosco telling Dominic Savio not to take any form of penance that is not appropriate to him.
- youth
- mother Teresa of Culcuta

C). what difficulties do I encounter in reading this text (1607 vs 2007)?
- to personalize/ make it personal from whomever it was written to.

D). what do I take from these chapters of the the Introduction to the Devout Life as useful to share with others in my apostolate (formation, parish, youth ministry, school)?
- guiding
- seek the will of God
- Importance of the spiritual direction and a spiritual director
- spiritual exercises
- When giving spiritual direction, I must always take into consideration the concrete life situation of my directee.

(Joseph)

Thursday, November 8, 2007

Si parte dalla Natura

Secondo nostro gruppo, la prima parte (capitolo I-VIII) dell'Introduzione alla vita devota (cioé, la “FILOTEA”), San Francesco de Sales usa veramente le parole semplice (anche le parole che partono della natura) per far capire come si pratica le virtù nella vita quotidiana per arrivare alla perfezione della vita.

Ma per arrivare alla vera Devozione, bisogna fare sì che "i fiori del nostro cuore” siano veramente i fiori dei buoni desideri.

1. MONDOL Samuel
2. KIPULU WASHI Emanuel
3. PEREIRA Sinval Marques
4. OLA SUBAN Yosep

Il vissuto e la carità

Introduzione alla Vita Devota
Parte 1ª, Capitoli 1-8
Gruppo di Lingua Spagnola 1

Che ci colpisce nel contenuto di questi capitoli?

  • il linguaggio é molto facile, semplice. Facile di capire.
  • quando parla sulla direzione spirituale sembra molto essigente, direttivo, impositivo il ruolo del direttore. (ha bisgno di adecuare a la nostra realtà)
  • é presentata la devozione di maniera equilibrata, cioé in relazione tra vissutto spirituale e carità.

Con quali immagini ci sentiamo in sintonia, e perché?
  • L´imagine del fuoco e chiamata
  • L´imagine del caballo in relazione con il pecato.

Quali sono le difficoltà che incontriamo quando leggiamo questo testo classico?
  • Sembra l'imagine del direttore spirituale molto pretenziosa contrasta con l'imagine attuale.

Quali sono i brani in questi capitoli della Filotea che ci sembrano più utili per la vita pastorale oggi?
  • La direzione spirituale capita come accompagnamento
  • Confesione generale: si quando, no perchè, alcuni o a tutti.
  • C'è bisogno da parte dei preti di avere una formazione psicologica di base.

Wednesday, November 7, 2007

Semplice ma profondo

Gruppo coreano-giaponese-libanese-fiamingo


Il linguaggio usato nei primi 8 capitoli è un linguaggio semplice ma è anche profondo. Non è un linguaggio filosofico d’un livello alto, ma è invece spirituale.

La devozione è diversa per le persone. Vuoi dire che ciascuna ha il suo modo di devozione, è valide anche per noi, noi siamo salesiani di don bosco e la nostra forma non è la stessa come i dominicani.

L’uomo è attaccato al peccato, e durante la vita c’è una lotta continua per staccarsi del peccato. C’è la tendenza per peccare sempre di nuovo, e dobbiamo combattere questa tentazione.

San Francesco mostra una grande capacita di capire la gente, sembra di essere un buono psicologo.

Nel suo modo di scrivere sembra che lui ti prende con la mano e è la guida tutto il cammino.

Quando uno fa il cammino spirituale da solo, senza direttore spirituale, qualcuno si sbaglia molto spesso e troppo facile. La guida è importante per fare il percorso senza pericolo. La guida deve essere come un amico, il rapporto deve essere come quello del padre verso il figlio e vica versa. È come Don Bosco e Don Rua vedono il direttore spirituale e l’accompagnamento dei giovani.

L’uomo devoto sembra d’essere come l’immagine che abbiamo di Don Bosco.

La devozione perfeziona tutto, non può militare contro la vocazione.

Qui notiamo soprattutto le differenze culturali, visto che nel nostro gruppo la Filotea è scritto in arabo, giapponese, coreano e fiammingo. Qualche esempio:

  • In Corea non si può cosi facile cercare una guida spirituale perché non ci sono oppure non si può per diversi motivi oppure i credenti non sono abituati.
  • San Francesco parla in concetti chi non sono vicino alla nostra cultura. Dobbiamo entrare nel pensiero europeo.
  • Ci sono regione in Europa dove per esempio il sacramento della penitenza non esiste più, né in teoria, né in pratica. Cosi parlare con una facilità della confessione generale, non è facile a capire.
  • Nel stesso ambiento San Francesco parla in primo luogo della penitenza e della purificazione, invece siamo adesso più sensibile di parlare del amore di Dio e della conoscenza di Dio e in secondo luogo del concetto di peccato.

Insegnamento concreto

La Filotea, Parte 1ª, cap. 1-8

Gruppo: Luigi, Chalana, Giampiero, Fabiano

Cosa colpisce:

  • la capacità di tradurre in immagini
  • la concretezza

Immagini più in sintonia:

  • Affezione al peccato come le cipolle degli ebrei in Egitto

Difficoltà:

  • santi o persone a noi sconosciute

Utilità pastorale:

  • la direzione spirituale: cos’è, come va fatta
  • discorso della santità aperto a tutti, con differenziazione della modalità di vivere la santità

(Fabiano)

Friday, November 2, 2007

Details for Group Work


CONDIVISIONE delle impressioni nostre dalla lettura della Filotea, parte 1ª, capitoli 1-8

Domande per una riflessione in gruppo:

A) che mi colpisce nel contenuto di questi capitoli?

B) con quali immagini mi sento in sintonia, e perché?

C) quali sono le difficoltà che incontro quando leggo questo testo classico?

D) quali sono i brani in questi capitoli della Filotea che mi sembrano più utili per la mia vita pastorale (nelle missioni, nel centro giovanile, nella scuola, ecc.)?

During this Wednesday’s session we will divide the class into language groups to discuss our impression from the Introduction to the Devout Life, part 1, chapters 1-8.

Leading questions for the groups:

A) what has struck me in terms of content?

B) what images have stayed with me, and what do they say to me?

C) what difficulties do I encounter in reading this text (1607 vs 2007)?

D) what do I take from these chapters of the Introduction to the Devout Life as useful to share with others in my apostolate (formation, parish, youth ministry, school)?